lunedì 28 dicembre 2009

SEMINARIO A.I.E.P. - “Il Progetto Psicoevoluzionista per gli anni 2010-2015” 12 DICEMBRE 2009

L'A.I.E.Psi. Associazione Italiana di Evoluzione e di Psicoevoluzione, Centro Studi e Ricerche di Psicologia, Psicoterapia, Psicoevoluzione, ha per scopo di contribuire allo studio e ai programmi di ricerca nei campi scientifici dell' Evoluzione Umana diffondendo metodi, tecniche, analisi e strategie multispecialistiche e promuovendo iniziative, incontri, workshop, corsi e stages.
Il Presidente dell'A.I.E.Psi. e Direttore Scientifico del Centro Studi e Ricerche di Psicologia, Psicoterapia, Psicoevoluzione, è il dott. Massimo Frateschi, Psicologo Psicoterapeuta, Ph.D. La Jolla University, San Diego, California, U.S.A., con il quale ho avuto il piacere di collaborare per l'area Interdisciplinare dell'A.I.E.Psi., in qualità di Esperta per l'area Artistica, e di Progettista per un Programma di Progetti multispecialistici con la partecipazione di operatori delle discipline psicologiche e artistiche.
Il giorno 12 dicembre 2009 si è tenuto il Seminario dal titolo: "Il Progetto Psicoevoluzionista per gli anni 2010-2015" organizzato dall’A.I.E.Psi., presso l'Hotel Excelsior Congressi, Bari.
Il programma scientifico del Seminario è stato caratterizzato da interventi di Autorità, Ricercatori, Esperti e Professionisti impegnati nella promozione e divulgazione di una prospettiva ampia culturale e professionale psicologica.
Il dott. Massimo Frateschi, con una relazione dal titolo: “Innovazione e Psicoevoluzione: il progetto Psicodinamico Psicoevoluzionista” ha illustrato la sua “teoria e metodologia Psicodinamica Psicoevoluzionista” (Frateschi M., 1988-1989) e lo sviluppo di questo orientamento scientifico e tecnico sul piano della ricerca e dei progetti realizzati nel campo della psicologia applicata, negli ultimi venti anni.
Quindi, il Presidente dell’A.I.E.Psi. soffermandosi sulla innovazione della “prospettiva psicologica psicoevoluzionista” (Frateschi M., 2007a) ha riferito che: “gruppi di ricercatori e progettisti psicologi, sotto la mia direzione e supervisione scientifica, dal 2005 al 2009 sulla base di un programma complessivo di dieci progetti multispecialistici, sono riusciti a realizzare positivamente interventi mirati negli ambiti della psicologia, dell’educazione alla salute e della prevenzione psicologica scolastica in alcuni contesti scolastici del Comune di Bari. L’impostazione data per l’ideazione, la costruzione e la realizzazione dei dieci progetti, si è già sviluppata con un flusso dinamico di innovazioni tra Psicologia, Scienza e Arte negli ultimi cinque anni, e si svilupperà ulteriormente per gli anni 2010-2015 con nuovi progetti A.I.E.Psi., da realizzare con una strategia psicoevoluzionista di psicologia scolastica globale, sistematica e integrata (Frateschi M., 2008, 2009)”.
Infine, sono state presentate altre innovazioni della "psicoevoluzione" (Frateschi M., 1989, 2007b) nei campi applicativi della psicologia clinica, psicologia sociale e psicologia scolastica sui temi: Ricerca e Professione, Formazione e Supervisione, Progetti professionali psicologici ed interdisciplinari".


BIBLIOGRAFIA
FRATESCHI M. (1988-1989) Laboratori di Ricerca di Attività Creativa. Comunicazioni. Cattedra Pedagogia I, Università degli Studi di Bari.
FRATESCHI M. (1989) La Psicologia Scolastica con un orientamento Psicodinamico Psicoevoluzionista per una Ricerca Azione nella scuola. Comunicazione interna alla Ricerca Formativa “Il bambino multidimensionale”, Università degli Studi di Bari - I.R.S.S.A.E., Regione Basilicata.
FRATESCHI M. (2007a) Il Progetto Psicologia della Salute per l’infanzia e l’adolescenza: una prospettiva psicologica psicoevoluzionista. Comunicazione presentata al Seminario “Progetto Psicologia della Salute per l’infanzia e l’adolescenza”, organizzato dall’A.I.E.Psi., Associazione Italiana di Evoluzione e di Psicoevoluzione, Centro Studi e Ricerche di Psicologia, Psicoterapia, Psicoevoluzione, presso l'Hotel Excelsior Congressi, Bari.
FRATESCHI M. (2007b) La prevenzione psicologica dei comportamenti prevaricanti e il fenomeno del bullismo. Comunicazione presentata al Seminario di studio su: “Bullismo e devianza minorile”. Università degli Studi di Bari. Facoltà di Scienze Politiche, Bari.
FRATESCHI M. (2008) La Psicologia Psicodinamica Psicoevoluzionista. Relazione presentata al Seminario “ Psicologia Psicodinamica Psicoevoluzionista. I Nuovi Progetti ” organizzato dall’A.I.E.Psi., Associazione Italiana di Evoluzione  e di Psicoevoluzione, Centro Studi e Ricerche di Psicologia, Psicoterapia, Psicoevoluzione, presso l'Hotel Excelsior Congressi, Bari.
FRATESCHI M. (2009) Innovazione e Psicoevoluzione: il progetto Psicodinamico Psicoevoluzionista. Relazione presentata al Seminario “Il Progetto Psicoevoluzionista per gli anni 2010-2015”, organizzato dall’A.I.E.Psi., Associazione Italiana di Evoluzione e di Psicoevoluzione, Centro Studi e Ricerche di Psicologia, Psicoterapia, Psicoevoluzione, presso l'Hotel Excelsior Congressi, Bari.

mercoledì 16 dicembre 2009

Laboratorio Espressivo: Strumenti e Tecniche (prima parte)

Benessere attraverso i linguaggi artistici e creativi

Parlare di tecniche in un laboratorio espressivo, significa far conoscere mezzi e strumenti di espressione tali da offrire alla persona la possibilità di scegliere il mezzo espressivo che meglio si adatta alle sue necessità.

Naturalmente il materiale dovrà essere adatto all’età;

dovrà tener conto dei bisogni e delle esigenze della persona;

senza risultare difficile nell’impiego.

Compito dell’operatore artistico sarà quindi dimostrare con esempi il modo con cui usare il materiale;

guidare la persona alla conoscenza delle caratteristiche e delle varie possibilità dei mezzi artistici (per fare un laboratorio, oltre ad essere creativi, è fondamentale conoscere le tecniche di espressione artistica, avere competenze metodologiche, e solide conoscenze della Storia dell'Arte, senza le quali sarebbe impossibile comunicare. Adattando il proprio modo di operare e la capacità di proporre nel modo più adeguato contenuti e tematiche a seconda della persona che si ha di fronte).

senza costringere e condizionare;

ma incoraggiandolo ed aiutandolo a dar vita ai suoi desideri, ricordi, e soprattutto a divenire creativo.

Dovrà programmare attività stimolanti che diventeranno per l’utente ispirazioni per la sua produzione grafica e pittorica. Ogni attività proposta sarà guidata per motivare a produrre, a sperimentare, a scoprire.

Per questo la metodologia di lavoro utilizzata valorizzerà molto la dimensione del gioco: da un lato, questo approccio stimola la relazionalità e favorisce la crescita armonica; dall'altro, l’espressione artistica in generale viene percepita sin dalla infanzia come un’esperienza divertente e intelligente piuttosto che come una noiosa imposizione didattica.

Le metodologie educative elaborate nel corso degli ultimi anni propongono infatti un approccio delle arti dal vivo basato sulla partecipazione creativa diretta dei bambini. Numerosi studi dimostrano che fin dai primi anni di vita del bambino, l'arte contribuisce allo sviluppo delle capacità cognitive, socio-emozionali e multisensoriali, trovando spazio per esprimere liberamente la propria individualità, il proprio carattere, nel senso più ampio del termine. 

Per questo è necessario che i bambini imparino ad esplorare il proprio lato artistico, che non è "semplicemente" relegato al diventare un artista, ma piuttosto ad agevolare l'individuo, all'autonomia, a rafforzare la consapevolezza di sè, a liberare le potenzialità creative, e a sviluppare le proprie capacità comunicative ("Aiutami a fare da me") nel corso della propria esistenza.


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Laboratorio Espressivo: Strumenti e tecniche (Seconda parte)

lunedì 2 novembre 2009

Alla Ricerca dell'Arte (parte 3)

Forma e Colore

Wassily  Kandinsky, Improvisation 34, 1913

Anche le percezioni visive, come quelle tattili, non sono mai isolate e indipendenti, ma esse sono in relazione con altre componenti quali la forma e il colore.
Forma e Colore sono mezzi di comunicazione, entrambi ci permettono di ottenere l'informazione tramite l'identificazione degli oggetti e degli avvenimenti.

La forma ci permette di distinguere una cosa dall'altra e il colore ci trasmette l’espressione.

La forma è un mezzo di comunicazione a volte più efficace del colore; il colore ha un urto espressivo che difficilmente si ottiene con la forma.
La forma offre una varietà immensa di figure chiaramente distinguibili l'una dall'altra, come ci viene dimostrato dai volti, dalle foglie e dalle impronte digitali. 

Ma per quel che riguarda l'espressione non c'è forma, anche la più pronunciata, che possa stare alla pari con l'efficacia di un tramonto o dell'azzurro del Mediterraneo. 
Gli esperimenti psicologici rivelano le differenze esistenti nei modi di reagire delle persone al colore e alla forma, dove una particolare attrazione o repulsione nei confronti di un determinato colore è riconducibile a differenti stati psico-fisici ed emozionali. 

In merito a questa contrapposizione il pittore H. Matisse ha affermato:"Se il disegno è proprio dello spirito il colore è dei sensi, dovete prima disegnare, per coltivare lo spirito e per essere capaci di guidare il colore in un sentiero spirituale". 

Da sempre l'uomo si è interrogato sulla natura tra forma e colore e sul senso delle reazioni emozionali che essi provocano. Sta di fatto che si è creato un vero e proprio campo di indagine e di ricerca in ambito filosofico e scientifico.
A seconda del campo di applicazione, la stessa combinazione produce effetti diversi, in grado di soddisfare determinate esigenze funzionali ed estetiche, e di conseguenza determina un'incredibile diversità di sistemi di produzione, al fine di consentire una corretta integrazione tra uomo e ambiente e tra ambiente costruito. 


 Testi consigliati e aggiornati:
Il colore l'uomo e l'ambiente: la psicologia del colore e le sue applicazioni 
- Arte e Percezione Visiva. Nuova versione.
La Mente Dipinta  
- Arte e Cervello 


Di immediata consultazione:
- Il Colore nella progettazione
- La teoria del Colore nell'Arte e nel Design
- Nozioni Fondamentali sulla Teoria del Colore
Lo scenario del colore  
Il ruolo del colore negli spazi della sanità 


mercoledì 28 ottobre 2009

Il Processo di Apprendimento nell'Arte

Studiare è un’attività fondamentale nel nostro processo di crescita, determina la nostra abilità e competenza nella materia.

In ambito artistico nello specifico, le qualità dell’intelligenza si devono sposare con l’abilità tecnica pratica.

Ma cosa accade esattamente durante il processo di apprendimento?

L’apprendimento si compone di 4 fasi distinte e consequenziali, l’una propedeutica all’altra, determinate da 4 fattori fondamentali: Incompetenza, Competenza, Consapevolezza, Inconsapevolezza; il tutto, così come rappresentato nello schema di seguito:



Prima Fase: INCOMPETENZA INCONSAPEVOLE
In questa fase noi non sappiamo fare e non ce ne rendiamo conto.
È il caso del musicista che si reca in sala prova e, suona così come gli viene in testa, assolutamente convinto di suonare bene, mentre in realtà è molto lontano da un livello tecnico/espressivo adeguato.
Questo è un chiaro esempio di Incompetenza Inconsapevole: non saper fare senza rendersene conto, è il punto di inizio di tutti. Poi però, il confronto con la realtà oggettiva di chi è competente, ci consente il passaggio alla fase successiva.


Seconda Fase: INCOMPETENZA CONSAPEVOLE
Il confronto quindi con qualcuno che ne sa più di noi e/o comunque la nostra maturità, ci consente quindi di passare alla fase successiva: Incompetenza Consapevole, ovvero non sappiamo fare e ce ne rendiamo conto.
Questa è la fase più critica del nostro processo di apprendimento, lo scoraggiamento è in agguato, in questi casi ci possiamo sentire anche frustrati perché non riusciamo a esprimerci artisticamente come vorremmo; ma se dentro di noi c’è la passione per ciò che vogliamo fare, troveremo anche la forza per metterci al lavoro sui libri e l’esercizio pratico.
Non esiste un tempo prefissato circa la durata di questa fase, ovviamente è soggettiva, può durare un anno come dieci, venti: è molto soggettivo.
Una volta però raggiunta la competenza necessaria, si è pronti per passare alla fase successiva.

Terza Fase: COMPETENZA CONSAPEVOLE
Superato lo scoglio duro dell’Incompetenza Consapevole, si passa alla fase della Competenza Consapevole, ovvero sappiamo fare e ce ne rendiamo conto.
Eureka! Potremmo dire, siamo al Top. In realtà NO, perché c’è un MA, e il MA è che è vero che siamo competenti e siamo in grado di fare, ma abbiamo bisogno di pensarci. Siamo concentrati su ciò che abbiamo imparato e questo paradossalmente ci limita, e non ci fa esplorare altre possibilità della nostra espressione artistica.
Molti restano ancorati a questa fase per sempre, ma esiste una quarta e ultima fase del nostro processo di apprendimento, fase alla quale solo i più arditi e coraggiosi vi accedono.

Quarta Fase: COMPETENZA INCONSAPEVOLE
Ebbene sì, in questa ultima fase del nostro processo di apprendimento impariamo una lezione davvero incredibile: sappiamo fare senza che ce ne rendiamo conto, ovvero ciò che facciamo lo facciamo bene, ma ci viene spontaneo, non abbiamo bisogno di pensarci.
Questo concetto è bene sintetizzato da un grande insegnamento del pianista jazz Thelonious Monk: “Studia bene tutta la teoria, e l’armonia, impara bene ogni singolo pattern e lick, dopodiché dimentica tutto e suona”.
Questa è la fase dove viene fuori la personalità dell’artista, il suo essere, il suo talento naturale e tutto ciò al termine di un intero processo di apprendimento.

La Morale di tutto ciò, è che la piena libertà e maturità artistica arriva al termine di un lungo percorso di studio e di apprendimento messo in discussione e, a meno che uno non abbia un talento pazzesco, non si possono saltare le tappe.


(Schema by Carla Citarella)

martedì 20 ottobre 2009

Meglio la razionalità o l’emotività? (parte1)

Paul klee, Architecture of the Plain, 1923


È l’eterno dibattito che ha sempre dominato le epoche storiche.

Ad esempio, il pittore e scultore Cubista francese, GEORGES BRAQUE, temendo di essere troppo emotivo, nella realizzazione delle sue opere, amava dire: “Amo la regola che corregge l’emozione”. Invece il suo collega Juan GRIS, timoroso di essere eccessivamente razionale, preferiva dire: ”Amo l’emozione che corregge la regola”

LE CORBUSIER, architetto francese è allo stesso tempo sociologo e urbanista, ha rivoluzionato il nostro modo di abitare con il suo disegno razionale: ”La curva”, diceva, “è arbitraria, pericolosa e inutile… La vita della città moderna è tutta impostata sulla linea retta… La strada a curve è frutto del caso, di un fare puramente istintivo. La strada rettilinea è una risposta a una sollecitazione, è frutto di un preciso intervento, un risultato raggiunto con piena consapevolezza. È una cosa utile è bella.”

OSCAR NIEMEYER, architetto brasiliano Modernista controbatteva: ”Non è l’angolo retto che mi attrae. Nemmeno la linea retta, dura, inflessibile creata dall’uomo. Ciò che mi affascina è la curva libera e sensuale. La curva che incontro nelle montagne, della donna preferita, nelle nuvole del cielo, nelle onde del mare. Di curve è fatto tutto l’universo. L’universo curvo di ALBERT EISTEIN”.

Invece, PAUL KLEE, pittore svizzero Espressionista, affermava: “l’Arte è precisione portata dalle ali dell’intuizione…” Coniugava, quindi, raziocinio ed emozione, fantasia e concretezza.

Quale è la tua opinione?


mercoledì 14 ottobre 2009

Alla Ricerca dell'Arte (parte 2)

Sensazione e Percezione

Max Ernst nel suo Atelier, "Making love to a sculpture", Huismes, France, 1963

Quando si va alla ricerca delle origini di una attività artistica, si finisce, prima o poi, con il collocarle ai primordi dell'umanità, sostenendo così la tesi che l'uomo primitivo aveva già sperimentato tutti i possibili mezzi espressivi attraverso l'uso dei suoi sensi, che lo mettevano in contatto diretto o indiretto, con il mondo esterno.
Nella storia dei segni l'atto di lasciare la propria Impronta è sicuramente una delle manifestazioni più universali della creatività umana, di un'arte intrisa di significati e simboli.

Tra questi sensi, il più primitivo è senza dubbio il tatto, che funziona per mezzo di diverse terminazioni sensitive, particolarmente numerose nella pelle delle dita.

Nelle sensazioni di tatto non basta la vicinanza con l'oggetto-stimolo, ma è necessario il contatto.
Attraverso questi “organi del tatto,” noi possiamo ricevere una serie di sensazioni, di piacere o di disgusto che non sono esclusivamente tattili.
Esse sono in relazione con altre percezioni (visive, acustiche, olfattive) che guidano il nostro modo di rielaborare ed interpretare la realtà:

- componenti oggettive legate alle qualità proprie dell'oggetto (il suo valore simbolico o estetico);

- componenti soggettive in rapporto con le emozioni intime, lo stato d'animo, i desideri o le avversioni che il soggetto percepisce;

- componenti culturali nate dalle abitudini e dall'ambiente in cui si svolge l'esperienza (il tempo, il luogo, le circostanze).

L’uomo, quindi, vive in un universo a tre dimensioni.
Le forme che ha dato ai primi utensili per poter sopravvivere in un dato ambiente, alle prime creazioni, non avevano solamente un carattere funzionale, ma ad esso si aggiungeva anche un valore affettivo, legato al piacere fisico dell'oggetto e al suo potere evocativo: un manico piacevole da impugnare, un vaso il cui ventre rotondo rinviava a sentimenti più o meno inconsci; conferendogli successivamente una funzione estetica: l'oggetto utilitario poteva essere allo stesso tempo un oggetto estetico.
Pensiamo agli oggetti comuni, agli accessori della casa, alla progettazione degli arredi: una sedia o un tavolo possono essere ben fatte e pratiche, ma vengono apprezzate maggiormente se la forma e la struttura soddisfano l'occhio e il tatto; allo stesso modo, devono rispondere a determinate esigenze e darci sensazioni positive e di benessere psicofisico.

Tutti questi vantaggi ci permettono oggi di ammirare le geniali creazioni che l'uomo ha realizzato nel corso della storia; e quale significato ed importanza abbia avuto l'arte nel cercare mezzi validi per esprimere e comunicare pensieri ed emozioni, e per dare forma e sostanza al mondo dell'immaginazione.

"La storia del rapporto uomo-materia coincide con la storia del fare che ha permesso all'uomo di progredire e svilupparsi proprio grazie all'esperienza con la materia che il contesto gli ha di volta in volta concesso e le tecniche che ha sviluppato per piegare la materia al suo volere. Attraverso il dialogo che si è instaurato tra l'artefice e la materia, l'uomo si è voluto come homo faber e ha potenziato la sua intelligenza". 
André Leroi-Gourhan


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sabato 10 ottobre 2009

L’Atelier

BENESSERE ATTRAVERSO I LINGUAGGI ARTISTICI E CREATIVI

Laboratorio di espressione grafico-pittorica: Arte al servizio della persona.
Questo spazio educativo va concepito come uno spazio creativo rispondente il più possibile alle esigenze dell’utente. L’obiettivo principale non è quello di sviluppare l’apprendimento delle tecniche artistiche basilari, ma la tecnica diventa un mezzo per tradurre quanto nasce dall'immaginazione, dall'osservazione, dalle esperienze vissute.
In un processo di creatività continua che offre la possibilità a chiunque di giungere in maniera originale e personale al raggiungimento di determinati obiettivi, fino alla consapevolezza dei propri sentimenti, pensieri ed emozioni.
Tecnica, quindi, che non ha valore in se stessa, è sostanzialmente un mezzo di comunicazione, che utilizza varietà di mezzi e strumenti a disposizione.

La teoria (ce ne vuole tanta) deve far parte del bagaglio culturale dell’operatore, ma in questo contesto deve passare solo attraverso appropriati suggerimenti operativi che aiutano a sviluppare la manualità, la gestualità, la concentrazione e la capacità di osservazione.
Il metodo di apprendimento utilizzato, è quello di sperimentare un  percorso, dove il contenuto risulta essere non il dettato di una traccia: ”Disegna un prato fiorito”, ma: "Ho disegnato un prato fiorito". Possa così diventare una traccia della nostra stessa esistenza. Nella finalità di valorizzare l'arte e l'espressione artistica come risorsa per la crescita personale di tutti.

L'aspetto fondamentale metodologico si basa sul fare, utilizzando le molteplici tecniche dell'arte e della creatività, in un ambiente sereno, accogliente ed operativo, nel rispetto di se stessi e degli altri.

 "Il profumo di un fiore"
by Carla
Tecnica mista: acrilico-olio su carta per pittura ad olio e acrilica


giovedì 8 ottobre 2009

Alla Ricerca dell'Arte (parte 1)

Manifestazione Interventista, Carlo Carrà, 1914

L'opera d’arte non può essere frutto di facili improvvisazioni, è il risultato di una serie di attività considerate nel loro insieme, è una immagine che esprime uno stato d’animo, o crea una particolare atmosfera, o evoca delle sensazioni che in un modo o nell'altro comunicano "qualcosa". Infatti, se analizziamo i movimenti artistici, l'Arte fu sempre l’espressione di un’epoca, di un gusto, di una condizione umana ben precisa, dove, l’artista, non era altro che un filtro attraverso il quale un’epoca veniva fermata e rappresentata su tela, su carta, nel marmo, in musica, alla ricerca continua di mezzi che esprimevano il più eloquentemente possibile la sua esperienza del mondo interiore e di quello esterno, in questo modo ampliandola e perpetuandola. Essa, non esiste, se l’animo di chi dovrebbe creare, non raccogliesse i messaggi che a migliaia arrivano ai suoi sensi. Una semplice premessa, ma forse non trascurabile, sulla natura e funzione dell'arte, nei suoi caratteri generali, prima ancora di conoscerne lo sviluppo storico, nella convinzione che l'espressione artistica, in qualsiasi forma, è retta sia dall'esperienza che dall'immaginazione dell'artista.

"L’Attività artistica sta nel far rivivere in noi stessi una sensazione che sia sperimentata, e dopo averla fatta rivivere in noi stessi trasformare delle sensazioni in movimento, o in linee, o in colori, o in suoni, o in forme espresse in parole, così che gli altri possa provare quella stessa sensazione".

Lev Nikolaevic Tolstoj


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domenica 4 ottobre 2009

L'Incontro con l'Arte


The Colors by Carla

Raramente pensiamo ai bambini come individui con le loro paure, con le loro preoccupazioni, con le loro speranze, con le loro piccole e grandi difese.

Vedere il bambino nella sua totalità significa cercare un momento. Un momento dove la comunicazione artistica deve essere semplice, ma proprio per questo può essere straordinariamente efficace.

Attraverso il disegno e la pittura, i bambini hanno modo di esprimere ciò che continuamente interiorizzano rispetto a se stessi e agli altri: anche le emozioni profonde più trattenute, non comunicate verbalmente. L'esperienza artistica può pertanto diventare occasione di arricchimento personale se permette al bambino di entrare in una dinamica che lo spinge a giocare, esplorare, sperimentare, meravigliarsi, di cui il bambino è interamente autore e interprete.

In virtù di tutto questo, l'Arte contribuisce allo sviluppo armonico della persona; permette l'incontro con l'altro, l'instaurazione di un rapporto di scambio indipendentemente dalla cultura, dall'età e dalla lingua di origine e, quindi, può offrire un concreto mezzo di espressione, di autorealizzazione e di benessere.

domenica 27 settembre 2009

Arte e Espressione



L'Arte, meglio di qualunque altro mezzo, ha la capacità straordinaria di comunicare oltre qualsiasi barriera.
In particolare, i bambini usano l'arte come mezzo di apprendimento: l'individuo impara attraverso i sensi; la vista, il tatto, l'udito, il gusto, l'odorato, lo mettono in relazione con il proprio ambiente.
Toccare, vedere, ascoltare, assaporare, comportano l'attiva partecipazione dell'individuo. 
Per questi motivi lo sviluppo della sensibilità percettiva dovrebbe diventare uno degli aspetti più importanti del processo educativo.
Operando tramite i materiali artistici assorbiamo attraverso i sensi un'enorme quantità di informazioni.
Se nell'artista questo processo porta all'opera d'arte, nel bambino assume un'importanza non meno rilevante; è infatti alla base di esperienze fondanti in una fase di sviluppo in cui queste tracce potranno aprire ad un'esistenza adulta non solo sana, ma vissuta in modo creativo e autentico.
Nell'esecuzione del progetto, viene quindi concesso al bambino l'opportunità di guardare, sentire, sperimentare con le proprie mani i materiali artistici e, al di là delle sue capacità, scoprirà che i suoi sensi sanno rispondere creativamente.


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L'Incontro con l'Arte

I Protagonisti dell'Arte

Kandinsky, Composizione V, 1911

Un numero significativo di artisti e musicisti nel tardo diciannovesimo secolo, ritenevano che ci fosse un collegamento fondamentale tra il colore e il suono. Wassily Kandinsky (1866-1944), uno dei più conosciuti artisti moderni del suo tempo, nonché esperto di estetica filosofica, credeva in modo inequivocabile nel legame tra il colore e il suono. Infatti Kandinsky è stato un sinesteta, una persona che sperimentava, in modo insolito, le connessioni tra i sensi.

Nel suo lavoro del 1914, The Art of Spiritual Harmony, Kandinsky presenta le sue supposizioni circa le associazioni sensoriali che possono vivere quelle persone dotate di una certa sensibilità. Kandinsky ha dichiarato che le nostre impressioni comunicano direttamente e immediatamente con la nostra anima.  Egli afferma che Il suono dei colori è così preciso che sarebbe difficile trovare qualcuno che tenti di esprimere il giallo brillante con delle note basse. Per Kandinsky, il giallo è il suono acuto di una tromba, il verde è un violino, la luce blu è un flauto, un blu più scuro è un violoncello, un blu più scuro ancora è un contrabbasso, e il blu più scuro di tutti è un organo. Il bianco invece, per Kandinsky è il colore del silenzio, corrisponde direttamente a delle pause che si verificano nei ritmi musicali. 

Il termine "Composizione" utilizzato da Kandinsky per intitolare alcune sue opere implica proprio una metafora con la musica. Kandinsky era affascinato dalla potenza emotiva della musica. Poiché la musica si esprime attraverso il suono e il tempo, permette all'ascoltatore una libertà di immaginazione, interpretazione e di risposta emotiva che non si basa sul letterale o descrittivo, ma piuttosto sulla qualità che la pittura astratta, può fornire.

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