domenica 19 agosto 2012

Prospettive Fotografiche

Si tratta di una serie di scatti lungo la costa pugliese. Paesaggi che si alternano in un gioco interminabile di scambi tra terra e mare. Tra luci e colori. 
Tra suoni e visioni di fine estate.





































domenica 12 agosto 2012

L'olivo e la rappresentazione nell'arte

Photo by Carla

E' difficile immaginare la Puglia senza alberi di ulivo, nonostante il taglio indiscriminato di alberi e il dilagare del cemento. Un filo immaginario unisce la storia al territorio, sembra quasi toccarne la trama: si ha la sensazione che intorno all'ulivo si consumano immense fatiche, dove ogni energia impiegata è tratta dal lavoro dell'uomo, per l'ottenimento del ricercato e prezioso olio. Gli ulivi fecero della Puglia un serbatoio di ricchezza di traffici, di operosità e di arte. La storia di questa pianta si estende tra il bacino mediterraneo ed i territori ad oriente sino ai territori a occidente a cavallo tra l'Asia e l'Europa, ma è innegabile che l'olivo e l'olio sono una caratteristica del territorio italiano.  

L'olivo sembra possedere una prodigiosa fantasia, nel saper creare e ricreare sempre nuove forme su un unico modello, quasi a voler spezzare la sua "monotonia".
Chi percorre questi luoghi non può fare a meno di essere catturato dai maestosi ulivi, dalle querce secolari, dall'arabesco dei suoi rami e dalle foglioline color grigio argento che si modificano con il cambio della luce: dense atmosfere che si mescolano con il variare delle stagioni.   
Così quando il vento soffia, l'olivo si piega, si contorce, resiste, e come un indomabile lottatore, non si spezza. 

Forse si può attribuire anche a queste caratteristiche gran parte del fascino esercitato su poeti e artisti: allora quei dati realistici si caricano di significati e suggestioni profonde. 
E' stato proprio Van Gogh a ritrarre gli uliveti. 
Van Gogh identificava l'ulivo come un elemento essenziale del paesaggio provenzale, tanto che ne fece il tema principale all'interno delle sue opere. 
Era fermamente convinto nel basare le opere sullo studio della natura, per poter dare risalto a una testimonianza sia storica che contemporanea, con le sue associazioni ai valori eterni, contrapposti ai continui mutamenti della vita moderna. Essere in armonia con la natura, significava creare momenti di idillio e contemplazione.  


Oliveto con cielo azzurro, Saint-Rémy, 1889

In una lettera a Theo nel lontano Aprile del 1889, scrisse: "Mi sono trastullato negli uliveti mattina e sera in queste giornate luminose e fredde, ma con un sole chiaro e stupendo(...)Se tu potessi vedere gli alberi di olivo in questo periodo dell'anno(...)Il fogliame argento argento antico che inverdisce contro l'azzurro. E la terra arata color arancio di una tale delicatezza e raffinatezza. Intendo dire che il mormorio di un uliveto ha qualcosa di molto intimo, immensamente antico. E' troppo bello perché io osi dipingerlo o possa concepirlo". 

Ulivi, 1889

Non si trattava solo di raffigurare gli olivi con l'ausilio della tecnica pittorica,  ma anche di comunicarne l'essenza spirituale, tale da offrire allo sguardo dell'osservatore una visione della campagna come rifugio dell'anima. 
Fu proprio nell'osservare gli olivi che circondavano la casa di cura a Saint-Rèmy che Van Gogh tentò di recuperare il suo stato di salute: "l'intrico di rami arcuati si uniscono a suggerire un sentiero sottostante, e io sto cercando di renderli...Ma è molto difficile, molto difficile". 
Delineandone il primo approccio di cura attraverso l'arte, che al giorno d'oggi definiamo con il termine di arteterapia.

Veduta da Saint-Rèmy,1889 

Una dimensione ideale che Van Gogh aveva cercato al di là del tempo e aveva reso attraverso la natura e, una ricerca indispensabile che ci permette di costruire alcuni parametri per interpretare le opere d'arte. 



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