domenica 30 ottobre 2011

Matisse e il colore


H. Matisse, Dance, 1912

"I colori hanno una propria bellezza che bisogna conservare, come nella musica  si aspira a conservare il suono; é una questione di organizzazione, del tipo di costruzione che mantiene la freschezza e la bellezza dei colori. Il colore raggiunge la sua  piena forza espressiva quando risponde ad un sistema  e corrisponde alla carica emotiva del pittore". Henri Matisse

Al Cubismo che analizza razionalmente l'oggetto, Matisse contrappone l'intuzione sintetica del tutto: è la sintesi delle arti in cui musica e poesia confluiscono nella pittura, e la pittura è concepita come un'architettura di elementi accordati nello spazio, "al di là di tutti i registri, di tutte le gamme, a cui l'occhio umano è assuefatto dall'esperienza della natura". 
Si tratta di un lavoro profondamente personale, in cui la pittura diventa veicolo, per lasciare libero spazio all'immaginazione, così da vagare in spazi immensi.
Questa è l'intenzione di Matisse, e lo dimostra una lettera, in cui scrive di aver cercato "per il cielo un bel blu, il più blu dei blu, l'idea del blu assoluto, e lo stesso vale per il verde della terra, per il vermiglione vibrante dei corpi". Questo è ciò che fa la musica e la poesia. 


"Ho lavorato per arricchire la mia intelligenza, per soddisfare le differenti esigenze del mio spirito, sforzando tutto il mio essere alla comprensione delle diverse interpretazioni dell'arte plastica date dagli antichi maestri e moderni". Henri Matisse


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Matisse e il colore (seconda parte)

domenica 16 ottobre 2011

L'Espressione Plastico-Manipolativa: Materiali e Tecniche


Appartengono a questo tipo di attività quei materiali facili da manipolare e modellare: creta o argilla, plastilina, das, e la pasta di sale.
Assieme alla pittura, l’approccio a questi strumenti, offre un'entusiasmante esperienza sensoriale e di apprendimento in grado di stimolare sia nel bambino che nell'adulto la propria creatività: le mani si muovono e grazie al loro calore, la materia prende la forma desiderata.

La plastilina è un materiale morbidissimo, è recuperabile per lungo tempo, ma costoso. Per la sua consistenza si possono modellare le figure, riproducendo, ad esempio, frutta, ortaggi, animali, ciotole, o altri soggetti secondo la propria fantasia.

Il  das è la pasta modellabile più conosciuta, consente di ottenere oggetti resistenti, e poiché si asciuga rapidamente, è particolarmente adatta per applicazioni su diversi supporti come legno, cartoncino e terracotta che possono essere successivamente dipinte con colori acrilici o a tempera.

La pasta di sale non è una pasta pronta all’uso, ma è un composto facile da preparare, a costo zero. È molto sensibile all’umidità quindi l’oggetto creato, rischia di non durare nel tempo.  

La creta, è un materiale naturale, antichissimo, affascinante, che l’uomo lavora da millenni sin dalla preistoria: dalle prime ciotole, anfore, statuine, ai meravigliosi vasi greci, ed etruschi, alle bellissime ceramiche quattrocentesche, fino ad arrivare alla splendida ceramica e terracotta del nostro territorio italiano, grazie ai bravissimi artigiani che si dedicano a questo tipo di attività, sia per uso decorativo, che per uso domestico. Presentare nozioni generali di questo materiale, favorisce una certa consapevolezza con l’argomento e successivamente con lo strumento.










La creta si acquista, a basso costo, presso fabbriche di ceramica o grossi rifornitori, già raffinata al giusto stato di morbidezza, nelle confezioni da 20 o 25 kg. é  un ottimo materiale per modellare le figure a "tutto tondo"
Per chi volesse sperimentare questo materiale, risultanti interessanti si ottengono utilizzando varie tecniche:
decorazioni in rilievo: si disegna su un cartoncino un soggetto, successivamente si fanno aderire ai contorni del disegno dei rotolini o striscioline, ottenuti  dalla creta; 
oppure si preparano dei fogli di argilla stesi con un mattarello, e utilizzando vari oggetti, a seconda della pressione esercitata, si ottengono i negativi degli oggetti;
la creta, inoltre, si adatta anche ad essere texturizzata con strumenti  appositi ( punteruoli) o recuperati (stecchini, forchette...).
Per tagliare la creta occorre un filo metallico o da pesca, alle cui estremità si saranno legati due straccetti per poterlo impugnare. Si taglia a strati, come se si dovesse guarnire un pezzo di Pan di Spagna.
La creta va manipolata con l’aggiunta di acqua in giuste quantità, in quanto è già umida, quindi, è sufficiente avere un contenitore di acqua per inumidirsi le mani, e una spatola per raschiare la creta essiccata sul banco o sul piano alla fine del lavoro.
Al termine del lavoro è importante avvolgere la creta con stracci umidi e un sacchetto di plastica, per mantenerla al giusto stato di morbidezza e sempre pronta.
L’oggetto creato dovrà essere lasciato essiccare, e quando assumerà una certa solidità, prestando  attenzione anche alle parti che poggiano sul piano, e successivamente assumerà un colore grigio-chiaro uniforme, sarà pronto per essere cotto entro appositi forni (le temperature iniziano a 900 °C e variano a seconda della grandezza del manufatto) dove si trasformerà in una terracotta. Dipingendolo con colori speciali, e cuocendolo nuovamente, diventerà una ceramica.
L'essiccazione deve avvenire in un ambiente asciutto e non vicino al termosifone, poiché l’eccesso di calore, provocherebbe l’essiccazione solo delle parti esterne con la conseguente crepatura e quindi rottura.
Non avendo nella struttura un forno adatto per cuocere i manufatti essiccati, si possono ugualmente dipingere con colori a tempera o acrilici. È importante trattare il manufatto al fine di dipingerlo e conservarlo, preparando una pasta con gesso e Vinavil (Scagliola) che sarà applicata con un pennello. L’oggetto in questo modo avrà una discreta resistenza, ovviamente non paragonabile alla ceramica.

Nell'attività operativa qualsiasi tecnica artistica si sperimenta, è fondamentale conoscere l’uso degli strumenti artistici, in quanto ogni strumento ha le sue qualità. Disegnare, per esempio, un sole, usando una matita a mina morbida anziché a mina dura, aiuta a scoprire la bellezza del proprio segno o la propria gestualità; acquisire una conoscenza base sulla legge dei colori per imparare a mescolarli, è importante per ottenere le tonalità di colore corrispondenti ai propri gusti, non serve dunque acquistare un’intera gamma di colori; saper impugnare un pennello è una operazione tutt'altro che trascurabile; coinvolgere la persona in giochi che implicano lo sporcarsi le mani, e cioè “mettere le mani in pasta”, è senz'altro utile per lo sviluppo della percezione tattile.
La manipolazione plastica, sviluppa la concentrazione, la coordinazione e la gestualità: si pensi, per esempio, all'atto di impastare per fare la pasta in casa.
Per le sue caratteristiche intrinseche può essere sperimentata come densa, liscia, bagnata, oppure, come copiosa, sporca, disordinata: sensazioni di piacere e di disgusto, di indubbia valenza formativa, che si imparano a conoscere grazie al contatto con la materia.
Questo tipo di attività, infatti, aiutano il bambino a superare quei problemi legati al fastidio provocato dal materiale (per le sue proprietà collose) e alla paura di sporcarsi: comprenderà, allora, che ci si può sporcare e che ci si può pulire.
L’aspetto dell’impatto visivo è sempre diverso  perché  legato da un insieme di fattori: in relazione con le emozioni intime che il soggetto percepisce, alle qualità proprie dell’oggetto, senza trascurare le componenti culturali nate dalle abitudini e dall'ambiente sociale.
Ecco che alcuni sono subito incuriositi dalla manipolazione di questi strumenti, altri preferiscono osservare in lontananza, per poi avvicinarsi in totale libertà.

Mi piace sempre evidenziare che l’insieme di queste esperienze si inscrive in un clima sereno, privo di ogni forma di competizione e di fiducia: peculiarità indispensabili che garantiscono da un lato l’espressione creativa (eliminano l’ansia e la paura di sbagliare) dall'altro l’apertura verso gli altri.

In generale, i metodi di applicazione usati nell'arte sono diversi, e il risultato dipende dalla capacità dell'artista nell'adattare materiali e tecniche a seconda della forma che vuole creare. L'aspetto diverso, le qualità fisiche e funzionali, implicano un'infinità di procedimenti di fabbricazione di ciascun artigiano, di ciascuna fabbrica, che naturalmente cambiano a seconda delle epoche.
Questo significa che qualunque sia l'uso che egli fa dei materiali di cui dispone, l'artista-artigiano, o progettista, sarà sempre condizionato dalla natura di questi. Dovrà, quindi, rispettare i materiali, avere una conoscenza dettagliata delle proprietà tecnologiche, e adattare ad essi i suoi metodi,  in modo da esprimere le sue idee in maniera efficace.


Questo articolo partecipa al Carnevale della Chimica che sarà on-line dal 23 Ottobre sul blog Popinga di Marco Fulvio Barozzi. "La chimica per la casa" è il tema di questa edizione. Buona lettura.