domenica 21 febbraio 2010

“Progetto Psicoevoluzionista di Configurazione dei Multiparametri Creativi” (Frateschi M., Citarella C., Minervini V.R., 2009) Seconda Parte

Guest post by Dott.ssa Valeria R. Minervini, psicologa

Quale teoria alla base?
La prospettiva teorica di riferimento del
P.C.M.C. - “Progetto Psicoevoluzionista di Configurazione dei Multiparametri Creativi”(Frateschi M., Citarella C., Minervini V.R., 2009) è “psicodinamica psicoevoluzionista” (Frateschi M., 1988, 1989, 2009b); essa si fonda sul connubio di diversi ambiti psicologici:
  • Psicologia della Gestalt: analisi e interpretazioni cliniche dei principi dei campi di forza, delle leggi di unificazione formale, dei conflitti tra le forze in campo;
  • Psicoanalisi: individuazione, analisi ed interpretazione delle pulsioni, degli stati di angoscia, dei conflitti intrapsichici e dei meccanismi difensivi potenziali e agiti;
  • Analisi Esistenziale: individuazione, analisi ed interpretazione dei bisogni, delle emergenze emotive, delle carenze affettive, delle separazioni e delle perdite;
  • Analisi Immaginativa: analisi e interpretazione delle risonanze emotive, delle reazioni evocative espressive, delle produzioni immaginative e simboliche.

Tali presupposti teorici, articolati e composti in una inquadratura globale specifica psicodinamica psicoevoluzionista, sono alla base del P.C.M.C. - “Progetto Psicoevoluzionista di Configurazione dei Multiparametri Creativi”(Frateschi M., Citarella C., Minervini V.R., 2009).

Perché parliamo di Configurazione dei Multiparametri?
Tale configurazione fa riferimento a cinque parametri di analisi e verifica, nel progetto opportunamente operazionalizzati in attività e correlati in una unica configurazione; a essi corrispondono cinque specifici apprendimenti.

PARAMETRI Apprendimenti
GIOCO: apprendere a giocare
ARTE: apprendere a disegnare
MUSICA: apprendere ad ascoltare
PERCEZIONE: apprendere a percepire
CREATIVITÀ: apprendere a essere creativi

Quali finalità ha il P.C.M.C.?
Motivare agli apprendimenti sopra citati secondo l’ottica della “Motivazione Intrinseca Strutturale” – M.I.S. (Frateschi M., 1997) intesa come motivazione derivante da fattori interni disposizionali derivanti dalla struttura stessa (psico-fisio-biologica) dell’organismo vivente; si mira inoltre a individuare eventuali talenti artistico-creativi ancora nascosti.

Quale metodologia?

Da un punto di vista artistico…
Il progetto si realizza attraverso un laboratorio operativo - creativo. La modalità di apprendimento dei contenuti avviene attraverso gli stimoli iniziali del conduttore differenziati a seconda della tecnica artistica e della competenza psicologica da apprendere. L’aspetto fondamentale metodologico, si basa sul fare, utilizzando le molteplici tecniche dell’arte e della creatività e soprattutto sul “learning by doing”, cioè su un apprendimento che si concretizza facendo, operando sulla realtà e creando i propri artefatti. L’arte, infatti, è per sua natura sensoriale (tattile, visiva, olfattiva, uditiva) e coinvolge emozioni e processi cognitivi (percezione, immaginazione, simbolizzazione, elaborazione di concetti), fra loro interconnessi. Per quanto attiene l' aspetto musicale previsto dal progetto, la musica, accompagna le attività artistiche dei bambini che disegnano ascoltando brani opportunamente selezionati dall'operatore, per esprimere sensazioni, emozioni e realizzare produzioni di vario tipo.

Da un punto di vista psicologico…
Si procede ad un’osservazione ecologica del macro e micro contesto scolastico, nonché dei comportamenti dei piccoli partecipanti del laboratorio artistico-creativo: in particolare, vengono analizzati il clima e la cultura organizzativa in cui sono inseriti i bambini e si procede con un’ osservazione sistematica dei comportamenti in corso senza influenze da parte dell’osservatore che rimane il più possibile esterno all’ ambiente di osservazione e, senza strutturarlo, (Baumgartner, 2004) coglie le naturali espressioni d’ essere. Alla fine di ogni incontro e del laboratorio i bambini hanno modo di dialogare con lo psicologo, tramite interviste di gruppo o focus group discussion, per: acquisire maggiore consapevolezza circa le attività svolte; padroneggiare gli stati emotivi che le attività hanno generato; comprendere il valore della condivisione e degli altri bambini come compagni di gioco ed espressione del gioco che è in sé.

Perché il progetto adotta la teoria psicodinamica psicoevoluzionista?
Come emerge da questa breve sintesi del progetto, la teoria psicodinamica psicoevoluzionista è il nostro punto di partenza e di arrivo, in quanto, il bambino all’ interno del P.C.M.C. è un soggetto che viene visto in uno spazio di fondamentale importanza per la sua vita, quale è quello del suo contesto classe, in un tempo scandito da momenti particolari e unici, come unici sono sia il significato che darà a quest’ esperienza, sia il modo in cui la vivrà.
Crediamo nei “qui e ora” che fanno crescere e insegnano a stare al mondo, che colorano l’esistenza e rendono le nostre vite dei meravigliosi capolavori incorniciati da esperienze peculiari.



BIBLIOGRAFIA

BAUMGARTNER, E., (2004). L’osservazione del comportamento infantile. Teorie e strumenti, Carocci, Roma.
FRATESCHI M. (1988-1989). Laboratori di Ricerca di Attività Creativa. Comunicazioni. Cattedra Pedagogia I, Università degli Studi di Bari.
FRATESCHI M. (1989). La Psicologia Scolastica con un orientamento Psicodinamico Psicoevoluzionista per una Ricerca Azione nella scuola. Comunicazione interna alla Ricerca Formativa “Il bambino multidimensionale”, Università degli Studi di Bari - I.R.S.S.A.E., Regione Basilicata.
FRATESCHI M.
(1997). L’evoluzione in Psicologia. Comunicazione presentata al Convegno “L’evoluzione umana: scienze a confronto”, A.I.E.Psi., Bari.
FRATESCHI M. (2
009b). Innovazione e Psicoevoluzione: il progetto Psicodinamico Psicoevoluzionista. Relazione presentata al Seminario “Il Progetto Psicoevoluzionista per gli anni 2010-2015”, A.I.E.Psi., Bari.