sabato 20 marzo 2010

“Progetto Psicoevoluzionista di Configurazione dei Multiparametri Creativi” (Frateschi M., Citarella C., Minervini V. R., 2009) Terza Parte


METODOLOGIA DEL LABORATORIO ARTISTICO-ESPRESSIVO


Il Progetto “P.C.M.C.” (Frateschi M., Citarella C., Minervini V. R., 2009) si sviluppa attraverso la sinergia tra utente, operatore artistico e psicologo. Sinergia nella quale l’operatore artistico rappresenta un mediatore tra l’utente e lo psicologo in grado di fornire metodi, mezzi e strumenti aggiuntivi per entrambi. La metodologia di lavoro utilizzata, valorizza molto le dimensioni della creatività e del gioco. La creatività è una delle componenti fondamentali del pensiero umano; è un aspetto della personalità di ciascuno, qualcosa di potenziale che può essere realizzato se l’ambiente di vita sa offrire le giuste opportunità.

Il pittore Matisse H., affermava: “Sbaglierebbe chi attribuisse tale potere creativo a un dono innato e precisava: ”creatore autentico non è solo l’essere dotato; è un uomo che ha saputo ordinare in vista del loro fine tutta una serie di attività di cui l’opera d’arte è il risultato. Creare è esprimere quello che abbiamo dentro di noi. Qualsiasi sforzo di creazione è interiore. Inoltre bisogna nutrire il nostro sentimento e questo avviene con l’aiuto di elementi che troviamo all’ esterno” (Matisse H., 1908).

Un bambino attraverso l’osservazione può scoprire la forma delle cose, i colori, l’ambiente; quindi, ampliando la conoscenza del mondo, può percepire con più sensibilità ed agire con maggiore forza immaginativa e creativa. Un potenziamento della creatività viene favorito, in un bambino attento, tranquillo, dedito ad osservare, esplorare ciò che l’ambiente gli offre, pronto ad accogliere e a trasformare ciò che acquisisce, capace di riprodurre ciò che pensa e sente in modo originale. I contesti affettivi, cognitivi e ambientali possono convergere nei simboli grafici, nelle linee intere o tratteggiate, nel susseguirsi di punti, nei segni marcati o sottili, curvi o spezzati, nelle rapide pennellate leggere o delicate, nelle macchie di colore a tinte calde o fredde. Il disegno, quindi, diventa un momento di espressione, di spontaneità, di liberazione, di rappresentazione del mondo del bambino. 

Il pittore Klee P., sosteneva: “l’arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che no lo è” (Klee P., 1898-1918). L’arte nasce tendenzialmente come esigenza di riprodurre la realtà non già nella sua dimensione oggettiva, ma così come essa si dà a vedere all’artista: all’arte viene riservata la funzione non più di descrivere, quanto piuttosto di rappresentare direttamente il sentimento, lo stato d’animo dell’artista, in un processo creativo dove l’immagine, il colore, la forma, assumono una dimensione allegorica della realtà esterna. Quindi, con l’arte, si esprimono attraverso il disegno e l’uso del colore, emozioni altrimenti difficili da descrivere con le parole. Il foglio diventa un palcoscenico su cui rappresentare la propria vita. Così, le situazioni, personali, le esperienze vissute, possono essere osservate da una prospettiva differente. 

Per il bambino la dimensione del gioco si rivela immediatamente con delle modalità di apprendimento naturali e originali di grande valore: il gioco è il suo lavoro, il canale attraverso il quale filtra tutto ciò che potrà edificare il suo carattere e la sua personalità. Attraverso le attività ludiche, i bambini raccolgono ed elaborano le informazioni che si esprimeranno poi in attitudini di vita, nei comportamenti sociali e nelle scelte per affrontare o risolvere i problemi. I bambini inventano giochi, a volte, per alleviare beneficamente le fatiche che già in tenera età vengono loro imposte. Davanti ai primi compiti di matematica, un bimbo di sei anni può riuscire in un attimo a dare ad essi un’impronta creativa: il 4 può assomigliare ad una comoda sedia, il 2 ad un cigno, l’8 ad un paio di occhiali; o ancora per associazioni di immagini “l’esagono ad un aquilone,… il triangolo ad un vulcano” (Frateschi M., 1988)

La modalità di apprendimento dei contenuti, avviene attraverso gli stimoli iniziali del conduttore che dopo aver dedicato un breve tempo alla conoscenza sensoriale e percettiva del materiale usato, fornisce un punto di partenza sul quale si costruisce un percorso prestabilito, attraverso una serie di attività, riconducibili ai cinque parametri: Gioco, Arte, Musica, Percezione, Creatività

Nel progetto, le proposte di ascolto favoriscono per ogni bambino una partecipazione attiva per interpretare gli stati d’animo suscitati dalla musica. Ciò si sviluppa attraverso gli strumenti del disegno, della pittura, nell’uso combinatorio di forme, colori, scene e immagini che la musica suggerisce. Tali attività mirano a dare voce espressiva alla creatività dei partecipanti, sollecitando il lavoro individuale e di gruppo. Ogni opera realizzata dai bambini, viene di seguito interpretata con dei metodi scientifici e tecnici della psicologia della percezione.

"Gli esponenti della psicologia della gestalt (psicologia della forma), affermano che la natura stessa del pensiero è creativa. Quindi l’atto creativo non è semplicemente un insieme oggettivo di forme e colori ma attiva un processo produttivo affettivo – emotivo - cognitivo molto complesso, che si basa sulla elaborazione personale di ciò che percepiamo. Lo studio psicodinamico dimostra che si verifica sempre una diversità di percezione di un fenomeno per ogni percepente, in un gruppo di percepenti, sottoposto ad uno stesso stimolo , da una semplice figura ad una azione sociale; il significato intrinseco al fenomeno è vissuto unicamente in modo soggettivo dal percepente. La ricerca psicoevoluzionista individua ed elabora, nei fenomeni interattivi dinamici di gruppo - soggettivi, sia i processi di sviluppo degli schemi, delle configurazioni e delle rappresentazioni mentali, sia i processi creativi molteplici implicanti la percezione , il gioco, la musica e l’arte, originati nell’infanzia” (Frateschi M., 1988-1989).


Obiettivi Generali: 
  • Apprendere ad esprimersi attraverso nuove risorse espressive non verbali: il segno, la forma, il colore per potenziare la propria originalità, unicità e soggettività;
  • Stimolare la creatività con una proposta artistica e/o musicale; 
  • Imparare a socializzare con nuovi strumenti; 
  • Scoprire e sviluppare talenti individuali; 
  • Sviluppare il senso di solidarietà, di condivisione, e di appartenenza al gruppo. 

Come mezzi e strumenti specifici per la realizzazione del laboratorio artistico all’ interno del Progetto vengono usati:
  • Musicassette, CD;
  • Materiali da Disegno (matite dure e morbide, matite colorate, carboncini, gessi, pastelli a cera, pennarelli di vari tipi).
  • Materiali da Pittura (acquarelli, tempere, colori a dita, acrilici, pennelli, spugne, …).
  • Materiali da Costruzione (cartone, stoffa, forbici, colla, materiali da recupero, …).
  • Supporti per il Lavoro (immagini, testi d'arte, bibliografia di riferimento, vari tipi di carta e cartoncino di vari colori e misure e forme).

Questi materiali possiedono caratteristiche e modalità di utilizzo che vengono organizzate con alta specificità dall’operatore artistico che guida in ogni fase di realizzazione, l’attività operativa dei partecipanti.


FASI DI REALIZZAZIONE
Gli incontri, quindi, sono condotti da un esperto qualificato in materie artistiche, affiancato da operatori formati nell’area psicologica.
Ogni incontro, nel quale si impiegano metodi, tecniche e strumenti precedentemente illustrati, comincia con una fase introduttiva, utile per allentare le difese e l’imbarazzo di “non essere capaci di”. È importante sottolineare che nella presentazione del mezzo artistico, bisogna concedere il tempo necessario al soggetto di esplorare, conoscere la materia e le sue possibilità. Si fanno alcuni esercizi gestuali specifici per scoprire il piacere dell’uso dei materiali. Dopo questa breve fase per incoraggiare l’atto creativo-espressivo, per ogni giornata di laboratorio si propone il tema in esame.

L’incontro termina con una libera discussione tra il gruppo-classe e lo psicologo circa l’esperienza vissuta. Alla fine del laboratorio lo psicologo svolge un incontro con il gruppo-classe finalizzato alla verifica del raggiungimento degli obiettivi; ciò viene realizzato attraverso un dialogo stimolante e gratificante su tutta l’esperienza del laboratorio tra i bambini, lo psicologo e l’operatore artistico.

I bambini parlano dei lavori svolti, alternando momenti di ascolto reciproco, a momenti di espressione di sé; comunicando spontaneamente creano alcune opportunità di mettere in luce, a se stessi e agli altri, le loro potenzialità. L’immagine aiuta la parola; il linguaggio non verbale favorisce l’espressività dei soggetti che per caratteristiche psicologiche restano nell’ombra o evidenziano comportamenti inadeguati. I lavori possono essere rielaborati in fasi successive e restano comunque parte integrante attiva individuale e di gruppo del percorso compiuto.
In ambito educativo i mezzi artistici spesso rappresentano una grande risorsa per lo sviluppo di una graduale conoscenza di sé e per la crescita personale. Il processo creativo può diventare una metafora di ciò che accade nella propria vita quotidiana, negli scambi, e nella relazione della vita in classe; il bambino, prima, può sperimentare nuovi comportamenti positivi e, poi, adottarli favorevolmente.


BIBLIOGRAFIA
Klee P. (1898-1918). “Diari”. Il Saggiatore, Milano.
Matisse H. (1908). “Notes d'un peintre”. Editore: All'insegna del Pesce d'Oro, 1942. 
Frateschi M. (1988). ”L’isola dei desideri”. Edizioni Fratelli Laterza, Bari. 
Frateschi M. (1988-1989). “Laboratori di Ricerca di Attività Creativa”; Comunicazioni. Cattedra Pedagogia I. Università degli Studi di Bari.