domenica 21 febbraio 2010

“Progetto Psicoevoluzionista di Configurazione dei Multiparametri Creativi” (Frateschi M., Citarella C., Minervini V.R., 2009) Seconda Parte

Guest post by Dott.ssa Valeria R. Minervini, psicologa

Quale teoria alla base?
La prospettiva teorica di riferimento del
P.C.M.C. - “Progetto Psicoevoluzionista di Configurazione dei Multiparametri Creativi”(Frateschi M., Citarella C., Minervini V.R., 2009) è “psicodinamica psicoevoluzionista” (Frateschi M., 1988, 1989, 2009b); essa si fonda sul connubio di diversi ambiti psicologici:
  • Psicologia della Gestalt: analisi e interpretazioni cliniche dei principi dei campi di forza, delle leggi di unificazione formale, dei conflitti tra le forze in campo;
  • Psicoanalisi: individuazione, analisi ed interpretazione delle pulsioni, degli stati di angoscia, dei conflitti intrapsichici e dei meccanismi difensivi potenziali e agiti;
  • Analisi Esistenziale: individuazione, analisi ed interpretazione dei bisogni, delle emergenze emotive, delle carenze affettive, delle separazioni e delle perdite;
  • Analisi Immaginativa: analisi e interpretazione delle risonanze emotive, delle reazioni evocative espressive, delle produzioni immaginative e simboliche.

Tali presupposti teorici, articolati e composti in una inquadratura globale specifica psicodinamica psicoevoluzionista, sono alla base del P.C.M.C. - “Progetto Psicoevoluzionista di Configurazione dei Multiparametri Creativi”(Frateschi M., Citarella C., Minervini V.R., 2009).

Perché parliamo di Configurazione dei Multiparametri?
Tale configurazione fa riferimento a cinque parametri di analisi e verifica, nel progetto opportunamente operazionalizzati in attività e correlati in una unica configurazione; a essi corrispondono cinque specifici apprendimenti.

PARAMETRI Apprendimenti
GIOCO: apprendere a giocare
ARTE: apprendere a disegnare
MUSICA: apprendere ad ascoltare
PERCEZIONE: apprendere a percepire
CREATIVITÀ: apprendere a essere creativi

Quali finalità ha il P.C.M.C.?
Motivare agli apprendimenti sopra citati secondo l’ottica della “Motivazione Intrinseca Strutturale” – M.I.S. (Frateschi M., 1997) intesa come motivazione derivante da fattori interni disposizionali derivanti dalla struttura stessa (psico-fisio-biologica) dell’organismo vivente; si mira inoltre a individuare eventuali talenti artistico-creativi ancora nascosti.

Quale metodologia?

Da un punto di vista artistico…
Il progetto si realizza attraverso un laboratorio operativo - creativo. La modalità di apprendimento dei contenuti avviene attraverso gli stimoli iniziali del conduttore differenziati a seconda della tecnica artistica e della competenza psicologica da apprendere. L’aspetto fondamentale metodologico, si basa sul fare, utilizzando le molteplici tecniche dell’arte e della creatività e soprattutto sul “learning by doing”, cioè su un apprendimento che si concretizza facendo, operando sulla realtà e creando i propri artefatti. L’arte, infatti, è per sua natura sensoriale (tattile, visiva, olfattiva, uditiva) e coinvolge emozioni e processi cognitivi (percezione, immaginazione, simbolizzazione, elaborazione di concetti), fra loro interconnessi. Per quanto attiene l' aspetto musicale previsto dal progetto, la musica, accompagna le attività artistiche dei bambini che disegnano ascoltando brani opportunamente selezionati dall'operatore, per esprimere sensazioni, emozioni e realizzare produzioni di vario tipo.

Da un punto di vista psicologico…
Si procede ad un’osservazione ecologica del macro e micro contesto scolastico, nonché dei comportamenti dei piccoli partecipanti del laboratorio artistico-creativo: in particolare, vengono analizzati il clima e la cultura organizzativa in cui sono inseriti i bambini e si procede con un’ osservazione sistematica dei comportamenti in corso senza influenze da parte dell’osservatore che rimane il più possibile esterno all’ ambiente di osservazione e, senza strutturarlo, (Baumgartner, 2004) coglie le naturali espressioni d’ essere. Alla fine di ogni incontro e del laboratorio i bambini hanno modo di dialogare con lo psicologo, tramite interviste di gruppo o focus group discussion, per: acquisire maggiore consapevolezza circa le attività svolte; padroneggiare gli stati emotivi che le attività hanno generato; comprendere il valore della condivisione e degli altri bambini come compagni di gioco ed espressione del gioco che è in sé.

Perché il progetto adotta la teoria psicodinamica psicoevoluzionista?
Come emerge da questa breve sintesi del progetto, la teoria psicodinamica psicoevoluzionista è il nostro punto di partenza e di arrivo, in quanto, il bambino all’ interno del P.C.M.C. è un soggetto che viene visto in uno spazio di fondamentale importanza per la sua vita, quale è quello del suo contesto classe, in un tempo scandito da momenti particolari e unici, come unici sono sia il significato che darà a quest’ esperienza, sia il modo in cui la vivrà.
Crediamo nei “qui e ora” che fanno crescere e insegnano a stare al mondo, che colorano l’esistenza e rendono le nostre vite dei meravigliosi capolavori incorniciati da esperienze peculiari.



BIBLIOGRAFIA

BAUMGARTNER, E., (2004). L’osservazione del comportamento infantile. Teorie e strumenti, Carocci, Roma.
FRATESCHI M. (1988-1989). Laboratori di Ricerca di Attività Creativa. Comunicazioni. Cattedra Pedagogia I, Università degli Studi di Bari.
FRATESCHI M. (1989). La Psicologia Scolastica con un orientamento Psicodinamico Psicoevoluzionista per una Ricerca Azione nella scuola. Comunicazione interna alla Ricerca Formativa “Il bambino multidimensionale”, Università degli Studi di Bari - I.R.S.S.A.E., Regione Basilicata.
FRATESCHI M.
(1997). L’evoluzione in Psicologia. Comunicazione presentata al Convegno “L’evoluzione umana: scienze a confronto”, A.I.E.Psi., Bari.
FRATESCHI M. (2
009b). Innovazione e Psicoevoluzione: il progetto Psicodinamico Psicoevoluzionista. Relazione presentata al Seminario “Il Progetto Psicoevoluzionista per gli anni 2010-2015”, A.I.E.Psi., Bari.


34 commenti:

  1. O perchè non s'adegua
    al mio volere il mondo
    ma sì come un audace affronto
    segue la propria strada?

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  2. Voi sapete che l'arte apre. Ma cosa?
    Un mondo che non c'è.
    Nell'arte posso creare il mondo dei desideri, ma soprattutto posso vedere ciò che desidero, ciò che nemmeno so di desiderare.
    Nel momento stesso in cui lo imprimo su un supporto lo creo, il mondo che desidero. Ma come agisce su di me? Come agisce sulla mente infantile?
    E' questo piccolo mondo ricreato anche agito? Dovrò ricostruire un abito mentale per agire in questo mio mondo dei desideri? Dico di si.
    Ma cosa mi insegnerà una disposizione a agire in un mondo inesistente?
    (continua...)
    Questo dice Cirano, e la lunghezza del suo naso non v'inganni, egli non mente.

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  3. Ciao cirano. Ti rispondo rapportandomi all’esperienza vissuta in questo progetto.
    Saper raggiungere la mentalità del bambino è essenziale per insegnare con efficacia, e per mentalità intendo il loro modo di ragionare e di capire. Quindi, come posso raggiungere la mentalità del bambino se non attraverso modalità diverse di linguaggio rispettando dunque i tempi, gli spazi, i canali della comunicazione infantile; il linguaggio del bambino non pùo prescindere dall’aspetto sensoriale, vedere, sentire, fare, odorare , gustare: è la condizione necessaria per interagire con loro e per favorirne i cambiamenti e le trasformazioni.

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  4. Sono una stundessa di psicologia, e trovo interessante ciò che trattate.
    Grazie.

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  5. Valeria Minervini24 febbraio 2010 18:13

    Concordo nell’ attribuire enormi potenzialità all’ arte ma non concordo nel farla divenire il ricettacolo dei propri desideri inespressi altrimenti dovrei ammettere a me stessa che il bambino che disegna è di per sé un bambino triste che in quel momento sta proiettando il suo mondo inesistente.
    L’ arte invece credo abbia le potenzialità di modulazione delle emozioni e possa essere da sostegno, come evidenziamo nel progetto, alla motivazione all’ apprendimento, ad affinare le abilità percettive, sociali, espressive. Il progetto nasce proprio per questo.
    Mi rivolgo a tutti quelli che leggono il blog e nello specifico questo progetto, che ne pensate del nesso tra l’ arte e gli apprendimenti da noi indicati? Noi quando l’ abbiamo ideato ci abbiamo creduto fermamente e ci è venuto quasi spontaneo immaginare una configurazione multiparametrica (chiedete chiarimenti se non siamo stati chiari)…
    Ecco ci piacerebbe confrontarci con voi sul nostro progetto e sul vostro parere in merito al rapporto arte-psicologia,,,
    a voi l’ ardua sentenza!!!:-)

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  6. ...un progetto davvero interessante.
    personalmente ritengo molto valida l'importanza che avete dato al parametro musica: apprendere ad ascoltare.
    Ascoltare è diverso da sentire: è molto di più. La capacità di ascolto influisce notevolmente sul giudizio che diamo al mondo intorno: è un filtro importante.
    Anche solo sviluppare questo unico parametro, imparare/apprendere ad ascoltare, sarebbe già un progetto notevole, aggiungendovi gli altri parametri poi... davvero importante.
    L'ascolto è anche un elemento importantissimo nelle relazioni umane, insomma: brave!!!

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  7. Valeria Minervini24 febbraio 2010 21:14

    Si in effetti questo aspetto è stato poco sottolineato ma è estremamente importante.
    La musica, nella nostra configurazione, guida la messa in scena delle proprie emozioni e aiuta a farle riaffiorare...poi come dici tu,joe guitar, l' ascolto è anche un elemento importantissimo delle relazione umane, del rispetto che si crea tra la gente. Un ascolto attivo indica all' altro che teniamo in considerazione la sua voce, la sua storia (un pò come hai fatto tu con un semplice commento) e quando riusciamo a trasmettere all' altro il valore che ha per noi credo che i rapporti stessi acquisicano maggior valore.In un certo senso la musica può esser un allenamento a ciò!Che bello scoprire nuove cose assieme a voi!!!
    Grazieeeeeeeeeeeeeeeeee

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  8. paopasc il cirano25 febbraio 2010 00:12

    Ma perchè pensi che chi esprime desideri deve essere per forza triste? E' vero che si desidera ciò che non si ha, ma si desidera anche ciò che si è avuto.
    Io dico che diversamente e in modo complementare all'investigazione fisica del mondo (imparare la coordinazione, distribuire la forza sui vari segmenti corporei, e così via), quella caratteristica che ci insegna a prendere confidenza con il nostro corpo motorio, corpo e correlato neurale che desiderano conoscere (pensa solo all'investigazione orale infantile), l'investigazione cognitiva, mediata dal linguaggio simbolico/verbale, crea, stabilisce e statuisce i desideri dell'altro corpo, quello immateriale, che trova riferimento e appagamento in quella che definiamo consapevolezza cognitiva dell'essere al mondo e che, nei bambini, mancando la necessaria maturazione, si manifesta (come anche nell'uomo adulto) con la cattura del mondo "così come lo vediamo".
    Non voglio appesantire il commento, ma nell'esercizio artistico tu non puoi riconoscere solo l'elemento fattivo del produrre letteralmente un contenuto informatico iconico, devi anche considerare la parte concettuale che il fattore fa confluire su questo prodotto. facciamo un esempio: se io disegno un paesaggio tutto scuro, senza colore, non è che desidero un tal genere di mondo, io desidero che il mondo comprenda che sto rappresentando il mio mondo, la mia visione, e come questa possa rattristarmi ecc ecc. Il desiderio di estroflettere questa rappresentazione mi consente di manipolarla, di vederla e agirla, e ciò dà sollievo.
    per me l'arte è desiderio.
    se disegno un sole in un cielo chiaro sopra un manto verde con una casetta, e ho sei anni, è perchè quello desidero, quelle cose voglio, quello è il mio mondo, e me lo voglio palpeggiare e soppesare per goderne, ance se sono piccolo.
    (anche io adotto la minuscola, per comodità, dopo il punto, abbiate pazienza)
    Ma anche io mi unisco al brave di joe, puntuale nelle sue osservazioni.
    Però non ho risposto alla tua domanda.
    La prossima mi redimo.
    [paopasc il cirano]

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  9. paopasc il cirano25 febbraio 2010 00:16

    la prossima definisco anche cosa intendo per mondo inesistente, altrimenti fraintendete...

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  10. Valeria Minervini25 febbraio 2010 13:30

    Di solito non mi piace parlare per stereotipi o per “dato per scontato” ma ho cercato di comprendere le tue parole e scusami, paopasc, se ho errato. Le riprendo per spiegare cosa mi ha portato a interpretarle in quel modo…

    “Voi sapete che l'arte apre. Ma cosa?
    Un mondo che non c'è.”
    “Ma cosa mi insegnerà una disposizione a agire in un mondo inesistente?

    “Ma perchè pensi che chi esprime desideri deve essere per forza triste? E' vero che si desidera ciò che non si ha…

    Tutto questo mi ha lasciato ipotizzare una valenza negativa dei desideri proiettati nell’ arte..
    Un’arte che apre qualcosa che non c’è, che porta ad agire in un mondo che non esiste (attendo le spiegazioni, se ti va:-), e poi l’ ammissione di desiderare ciò che non si ha l’ ho interpretato come una continua tensione verso l’ irraggiungibile (o il “perso” nel caso di desiderare ciò che si è avuto. Ma se ho sbagliato interpretazione ti chiedo scusa.
    D’altronde come sottolinei tu,paopasc, l’ arte può anche essere un modo per portare alla consapevolezza dei propri desideri, a sapersi ascoltare come magari direbbe joe guitar, (bella l’ espressione “investigazione cognitiva” )
    Ovviamente non posso che concordare su tutti i pensieri, le motivazione e le emozioni che si celano dietro un evento iconico e che portano quest’ ultimo a non essere la puntuale traduzione del mondo interiore.
    p.s. non importa per la domanda era solo un modo per indirizzare la conversazione verso il progetto ma ovviamente ognuno è libero di commentare come vuole, ci mancherebbe

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  11. paopasc il cirano25 febbraio 2010 21:20

    Piccola Valeria, e anche birichina e psicologina, non devi scusarti, perchè non hai detto niente di offensivo o sbagliato. Semplicemente hai interpretato dal tuo punto di vista, che è lecito quanto il mio, o forse un tantinello più del mio (uah uah).
    Il mondo inesistente è il mondo mentale. C'è su Brain factor (stavo per dire tra i miei link, ma io non ho più link...uah uah) un bell'articolo uscito su Cortex che leggevo stamane, riguardo la tassonomia con prefisso neuro che spopola, anche dopo il libro di Umiltà, e un tentativo di definizione che riguarda i due mondi:
    funzionamento del cervello vs funzionamento della mente con una terza opzione, integrazione dei due punti di vista.
    Il mondo inesistente è tutto il mondo mentale, è l'integrazione per eccellenza, è un nuovo corpo, un corpo metafisico, che vuole il suo mondo metafisico nel quale scorrazzare,e vuole i suoi punti di appoggio e i suoi panorami mozzafiato.
    Io faccio una rilevante distinzione tra coscienza primaria (intesa come Damasio) e coscienza secondaria (damasio, edelman), con la seconda mediata dal linguaggio simbolico/verbale.
    Ora, per restare a terra senza trascendere troppo (a proposito, sempre su brain factor bell'articolo psichiatrico sulla trascendenza dopo lesioni parietali, ho fatto un commento ipotizzando una lesione dei ritorni afferenti sensori, che eliminano l'ancoraggio sensorio e dunque fisico alla coscienza II con ciò liberando il passo alla comprensione metafisica del mondo...ma ti giuro che mi è difficile esprimere tutto qui sui commenti, magari quando ritorno, e se ritorno, provo a scrivere meglio) faccio questo esempio: quando uno dei tuoi piccoli scolari disegna, mettiamo che sia delle elementari, egli non si diverte unicamente a sporcare e impiastricciare il foglio o la creta come farebbe un bimbo di due anni, ma vuole rappresentare qualcosa.
    Ma cosa rappresenta? vi è una competizione tra due coscienze, come sempre, la I che vuole solo il divertimento motorio dell'impiastricciamento, e la II che anche lei vuole un divertimento, ma quale? Vado per analogia: il bimbo non vuole camminare, muoversi, non vuole coordinarsi, agire, osservare il mondo, palparlo morderlo e così via? perchè allora non ipotizzare che anche il corpo metafisico, quello delle idee, non voglia godere del catturare il mondo?
    Ma come percepisce il mondo la II?
    Se noi ipotizziamo che l'ingresso sensoriale è un selettore di risposte motorie adeguate (per agire nel mondo) e che questo evento (cioè ingresso sensorio e risposta motoria) sono in realtà gli ingressi sensoriali della II( sì,anche l'uscita motoria) insieme ovviamente anche agli ingressi sensoriali stessi (che in questo modo servono due padroni, I e II), allora possiamo cominciare a diradare la nebbia: se l'uscita motoria è un input sensorio per la II, egli la userà a sua volta come selettore di un output sovra-motorio, il famoso mondo inesistente, perchè, pur essendo il mondo solito, è in grado di esistere sull'esperienza motoria concreta esistente, e la usa come base per imprese che vanno al di là della possibilità motoria...
    ma ora mi fermo che devo andare.
    resta sempre la difficoltà di scrivere nei commenti, così, all'impronta.
    magari faccio un pdf...
    intanto
    au revoir

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  12. Valeria Minervini26 febbraio 2010 13:50

    Ciao paopasc,

    beh si, se considero il mondo inesistente come il mondo mentale e quindi attribuisco a tale termine un significato diverso da quello convenzionale cambia tutto (sebbene preferisco conservare la dicitura di mondo mentale).
    Incontrare le rappresentazione mentali dei mondi dei bambini è molto interessante, va al di là del semplice pasticciare con i colori, rivela i loro vissuti, le loro emozioni; mi piace pensare ai bambini protagonisti di tutto ciò; che si entusiasmano grazie alle loro percezioni e sensazioni, attraverso l’ arte, la musica e il gioco. Magari può esistere un mondo metafisico che vuole anch’ esso godere di tutto ciò ma il sorriso, gli sguardi e le espressioni dei bambini sposta inevitabilmente la mia attenzione su di loro.
    A bientot

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  13. Ciao
    è vero, la musica mi aiuta a concentrarmi nelle opere che realizzo e soprattutto è di grande ispirazione.

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  14. ...da musicista appassionato nella materia, mi fa molto piacere questo interesse verso l'argomento musica.
    Credo che, riferendomi sempre al parametro MUSICA del vostro progetto, un punto di forza di questo aspetto secondo me è che la musica è un linguaggio espressivo. Abbiamo la possibilità di pensare in musica, è una possibilità del nostro cervello, allo stesso modo nel quale pensiamo in parole.
    Con questo parametro cogliete un aspetto molto importante del cervello umano: la mente musicale. C'è tanta musica intorno e dentro di noi, il cuore umano per esempio è un "piccolo" equilibrio fatto di ritmo, melodia e armonia; un bravo medico è in grado di riconoscere lo stato di salute di una persona auscultando il corpo.
    Cantando abbiamo la possibilità di liberare emozioni...
    Mi piacerebbe leggere, se pensate di farlo, se il contesto lo permette ovviamente, di vostre esperienze sul campo. in ogni caso a presto...

    Brava Valeria! mi piace la chiarezza con la quale hai esposto i vari aspetti e la metodologia operativa ;

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  15. Mi fa piacere che ognuno di voi ha accolto l’invito di Valeria ad esprimere ciò che pensa in merito al rapporto arte-psicologia. In effetti i punti di vista sono molteplici, ma c’è un elemento comune: la condivisione dei propri sentimenti e delle proprie speranze. Recentemente, ho scritto in un commento che la bellezza dell’arte, ha dunque, come la musica e la poesia, il potere di scoprire il ritmo segreto delle emozioni e credo oggi, più che mai, coltivare la bellezza dell’arte in ogni suo aspetto può aiutarci a superare stereotipi e pregiudizi.
    Sicuramente io e Valeria, continueremo ad approfondire questi parametri… perché i vostri commenti ci stimolano a proseguire questo percorso. (questa non è una conclusione… il dibattito rimane aperto…)

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  16. Si prenda, per esempio, una qualsiasi emozione.
    Ora, è una cosa notevole che questa emozione, questo sentire nei confronti di qualcuno o qualcosa, o meglio ancora, questo provare qualcosa inerente a eventi della nostra vita, è notevole dicevo che può essere traslocato in differenti supporti informativi.
    Dal punto di vista del linguaggio motorio noi esprimiamo le nostre emozioni in modi più o meno simili. Lo speculatore finanziario che vede sfumare un suo losco affare prova una rabbia e una disdetta simile al cacciatore di farfalle che vede sfuggirgli un prezioso lepidottero. Queste manifestazioni dell'emozione provata sono quasi impossibili da mascherare, e hanno un modo di farlo che è quasi universale, come Eibl-Eibesfeldt e altri hanno dimostrato.
    Ora però sopraggiunge la differenza. Quando noi siamo chiamati a manifestare una nostra emozione con un supporto linguistico simbolico, e cioè con una qualsivoglia rappresentazione artistica, notiamo che i modi di manifestarla, se pur simili nelle loro connotazioni generali (per esempio, se scelgo di dipingere un evento felice non dipingerò un cielo scuro, se comporrò una musica -e qui non voglio dire stupidaggini perchè c'è joe che legge- userò certi accordi -ricordo di aver letto che esistono proprio accordi o ritmi che fanno pensare a cose tristi o allegre) saranno diverse almeno nella scelta del supporto da utilizzare, in conseguenza sia dell'istruzione ricevuta sia di quello che, in maniera non univoca, viene contraddistinto come talento. Pure, noi riconosciamo dietro un disegno o una musica o una poesia, la caratteristica generale.
    Per terminare l'analogia, diremo allora che esiste un corpo motorio che tutti quanti conosciamo e che è obbligato, per qualche motivo, a rappresentare sempre e comunque i suoi stati d'animo emotivi, ma c'è anche un altro corpo, un corpo inesistente -diciamo così- che parimenti richiede di essere manifestato. Ho la sensazione che se scopriamo i perchè di uno possiamo comprendere i perchè dell'altro.

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  17. ...carla ho appena inserito il logo che mi hai sapientemente ideato: è bellissimo!!!
    vieni a vederlo
    http://www.discover-your-sound.net

    ciao. joe

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  18. ma cos'è il logo quadrato con il cerchio e la nota?
    Ma, ma qui si scopre una Carla anche grafica e ideatrice di loghi.
    Li compliments!

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  19. Thank jou! paopasc
    l'idea è questa: la nota stilizzata rappresenta la musica, il cerchio tutto ciò che sta intorno alla musica,il quadrato uno spazio improprio che racchiude il tutto.
    L'impronta grafica è spontanea, perchè vuole rappresentare la libertà espressiva.
    Queste sono le indicazioni che ho colto da un pensiero che mi ha espresso joe in merito a quello che voleva rappresentare con il suo logo, in rapporto anche alla configurazione del blog.

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  20. mi sono emozionata... Thank You paopasc!

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  21. Valeria Minervini28 febbraio 2010 14:40

    Incredibile come arte e musica si possano fondere in una cosa sola, un' ispirazione come dice Paola o una vera e propria concretizzazione in un logo come è capitato con joe-guitar/carla.
    Grazie joe guitar per i complimenti appena ripetiamo il progetto ti raccontiamo un pò di cose, ovviamente con il dovuto anonimato,in precedenza ci siamo concentrate maggiormente sugli altri 4 parametri...ma della musica non si può far a meno.
    Che bello quello che dici sull' ascoltare se stessi e i rumori intorno e magari scoprire che anche il silenzio può essere un frastuono quando le emozioni cercano di avvicendarsi!!!
    Paopasc,penso di aver capito cosa intendi per analogia, è la cosa soprprendente è appunto questa: stesso punto di partenza (colori, tele, chitarra, piano) , apparentemente stesso punto d’ arrivo (opera d’arte-musicale) ma quanti miliardi di miliardi di sfumature nel mondo. Capire i perché sarebbe una grande impresa, credo sia funzionale a tal proposito, almeno da un punto di vista psicologico, ripercorrere il concetto di campo inteso come “la totalità dei fattori coesistenti considerati come interdipendenti”. Mi spiego meglio. Secondo Lewin il comportamento può essere considerato come funzione dell’ambiente e della persona C=f(A,P)
    Ogni azione che facciamo, secondo questo autore, è la risultante dello stato delle persona in quel particolare momento di vita in cui lo si osserva e dello specifico ambiente in cui si trova ad agire. Forse è questo che crea i miliardi di differenze di suono e di sfumature nel mondo!

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  22. Infatti, Valeria, che esista una relazione fra musica e pittura la storia dell'arte ci offre molti esempi.Si pensi in particolare alla stagione dell'Espressionismo: Kandinskij,sul rapporto colore-suono ha dato degli esempi quanto mai interessanti rintracciabile nella serie Improvvisazioni;
    Un preciso indizio, ci viene dato, anche nella serie dei famosi collage di Matisse intitolati Jazz.Ricordo anche altri pittori come Braque ,Klee, Picasso, Klimt...
    Alcuni artisti dichiarano di non riuscire a dipingere senza una musica di sottofondo,arrivano a ritmare il movimento del pennello sulla base di differenti stimoli musicali...
    Penso anche alla pittura gestuale tipica degli anni'50,le famose opere di Jackson Pollock, improvvisazione pittorica e musicale si fondono magistralmente.

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  23. Carla, grazie della tua preziosa aspettativa e sorpresa. Sto preparando un lavoro su un recente studio uscito su PNAS, che modifica la convinzione che all'inizio dell'addormentamento talamo e corteccia si disattivano contemporaneamente, cosa che invece sembra non essere. Ha anche a che fare con la definizione di coscienza primaria e secondaria e con la loro localizzazione cerebrale. insomma mi prenderà un po' di tempo. magari intanto inizio con qualcosa di più leggero. Comunque verrò sulla tua stessa piattaforma, poi sul vecchio blog metto un link.
    Ciao

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  24. Ciao Carla e Valeria,
    continuo a seguirvi in questo progetto.
    Complimenti!

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  25. Grazie Anonimo!
    Nel progetto P.C.M.C. questi cinque parametri
    vengono considerati simultaneamente,
    nell'operatività diretta di ciascun bambino,
    componente indispensabile di tutte le attività.
    Nel prossimo post, sarà delineata la metodologia artistica, già introdotta da valeria Minervini.
    A presto!

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  26. Ehi, ma qui c'è gente che aspetta ansiosamente il nuovo post...intanto beccatevi gli auguri:
    "donne! è arrivato l'8 marzo! donne! l'8 marzo è arrivato!"

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  27. Valeria Minervini9 marzo 2010 20:26

    Grazie paopasc,
    si a presto sempre su questo canale:-)

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  28. Ehi latitine...latitate?
    Ma anch'io latitai, uah uah!

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  29. Complimenti per il blog.E' veramente istruttivo.Ritengo eccellenti tutte quelle persone che come te si occupano con passione e dedicazione del mondo dei bambini, ricordandosi che non è mai una perdita di tempo cosi come la società di oggi  vuol far credere e  dedicarsi a loro vuol dire migliorare non solo il loro futuro ma anche quello dei grandi.

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  30. Ciao Daniele.Grazie per la visita.
    Sono attività alle quali,purtroppo,molto spesso,viene attribuita un'importanza di secondo ordine.
    Vengono,infatti,considerate un passatempo,mentre invece concorrono allo sviluppo completo della personalità.
    é importante come tu sostieni,crescere assieme verso un miglioramento oggettivo,che è sostanzialmente un miglioramento della qualità della vita.
    Ti ringrazio dell'apprezzamento,sia nei mie confronti,e nei confronti di Valeria.
    A presto.

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  31. buona domenica psicologhine!
    Carla, grazie per esserti sorbita tutto quel noioso raccontino (del resto, non finito)e aver avuto pure la forza (alla fine) di commentare!
    ahahahahaha

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